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Morta Emma Bonino, il cordoglio di De Luca: “Esempio  di politica al servizio dello Stato” Attualità Primo piano zonarcs 

Morta Emma Bonino, il cordoglio di De Luca: “Esempio di politica al servizio dello Stato”



 
La scomparsa di Emma Bonino suscita cordoglio anche a Salerno. Il sindaco Vincenzo De Luca ha espresso, a nome proprio e dell’amministrazione comunale, vicinanza e partecipazione per la morte della storica esponente radicale, ricordandone l’impegno politico e le numerose battaglie sui diritti civili

“La morte di Emma Bonino è una dolorosa notizia”, afferma De Luca, che rivolge “il più profondo cordoglio personale e del Comune di Salerno” alla famiglia e a quanti hanno condiviso il lungo percorso politico della leader radicale.

Nel messaggio, il sindaco definisce Bonino “una delle principali protagoniste della vita democratica del nostro Paese”, sottolineandone l’impegno durato decenni a favore dei diritti personali e collettivi.

“Ha dedicato tutta la sua vita, con passione e coerenza, ai diritti personali e collettivi attraverso grandi battaglie civili e importantissimi incarichi istituzionali e politici”, prosegue De Luca. Secondo il primo cittadino, il coraggio e la determinazione dimostrati da Bonino rappresentano “uno straordinario esempio del senso più nobile della politica come servizio al bene comune”.

De Luca ne ricorda inoltre la capacità di dialogo e confronto con realtà politiche, culturali e religiose differenti. “Donna di profonda cultura – sottolinea – è stata capace anche di costruire ponti e occasioni di dialogo con fedi, culture, ideologie diverse”.

Una vita nelle battaglie

Una vita spesa per la politica, i diritti civili, le libertà individuali e l’Europa. Emma Bonino, storica esponente radicale, è stata per decenni una delle figure più riconoscibili e combattive della politica italiana.

Nata a Bra nel 1948, si avvicinò giovanissima al Partito Radicale, diventando protagonista delle principali battaglie civili promosse dal movimento. Nel 1976 fu eletta per la prima volta alla Camera dei deputati, dando inizio a una lunga esperienza istituzionale che l’avrebbe portata anche al Parlamento europeo e ai vertici delle istituzioni italiane ed europee.

Tra le sue battaglie più note quelle per i diritti delle donne, a partire dalla campagna per la legalizzazione dell’aborto, per le libertà individuali e contro la pena di morte. Sul piano internazionale si impegnò inoltre contro le mutilazioni genitali femminili e a favore della tutela dei diritti umani.

Dal 1995 al 1999 ricoprì l’incarico di commissaria europea. Successivamente fu ministra del Commercio internazionale e delle Politiche europee nel governo Prodi, vicepresidente del Senato e, nel 2013, ministra degli Esteri nel governo Letta.

Negli ultimi anni proseguì il proprio impegno politico nelle file di +Europa, mantenendo al centro della propria attività i temi dell’europeismo, delle libertà civili e dei diritti umani.

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